Elaborazione del lutto

Hai subito un lutto o una perdita importante e non sai come andare avanti? Ti sembra di non poter più vivere senza la persona amata? Provi emozioni forti e difficili da gestire come rabbia e disperazione? Fatichi ad elaborare il lutto da solo?

Affronta e risolvi il tuo disagio ora. Chiedi aiuto ad uno psicologo.

Il lutto, ovvero la perdita di una persona amata è uno degli eventi più  stressante e dolorosi, che porta sentimenti di profonda tristezza, disperazione, e sgomento. Si vive questa separazione forzata come un’ingiustizia, con rabbia, sensazioni di abbandono e solitudine. Spesso insorge un senso di smarrimento, si fatica a capire come poter vivere la vita senza quella persona così importante.

Il lutto è un sentimento di profonda tristezza e dolore per la perdita di una persona amata.

In generale il termine lutto però non riguarda solo il decesso di una persona con cui si aveva un legame emotivo forte ma anche altri tipi di perdita: del lavoro, della propria casa, la separazione dal partner o da amici stretti, la morte del proprio animale domestico etc. Questi possono innescare una sofferenza e delle conseguenze psicologiche del tutto simili a quelle della morte di una persona cara.

La reazione emotiva alla perdita è estremamente variabile da un individuo all’altro e dipende da molti fattori tra cui il tipo di legame che c’è con la persona scomparsa, la struttura di personalità, le risorse e la capacità di resilienza, il supporto sociale e tanti altri.

L’elaborazione del lutto consiste in una ricostruzione di una nuova struttura di significato, nel trovare una nuova modalità di senso nell’organizzazione dell’esperienza. Quando il lutto progredisce, il sopravvissuto integra gradualmente la «storia dell’evento» della morte all’interno della sua narrativa di vita ricavando una sicurezza di attaccamento dalla «storia passata» di una relazione con la persona deceduta: man mano che la perdita viene integrata la persona riconosce la realtà della morte, mantiene un accesso ad emozioni sia positive che negative, rivede la rappresentazione mentale della persona deceduta e la natura del legame, formula una coerente narrazione della perdita e ridefinisce obiettivi e ruoli di vita (Pesci, 2014).

Il dolore per la perdita non scompare mai del tutto, la persona non viene dimenticata ma la sua morte viene in qualche modo accettata, il legame viene mantenuto attraverso il ricordo dell’affetto e dei momenti passati insieme. Si arriva ad accettare di proseguire la propria vita anche in assenza di quella persona, facendo nuovi investimenti affettivi.

Elaborare il lutto e un lavoro psichico assolutamente necessario.

C’è però chi non riesce ad affrontare la situazione è evita il processo dì elaborazione del lutto ignorando apparentemente l’accaduto. Tale approccio è in realtà molto pericoloso perché può dare origine a un lutto patologico, a disturbi psicologici che possono emergere anche dopo tempo ad esempio in caso di un’ulteriore perdita. Il processo dì elaborazione del lutto secondo gli studi dovrebbe risolversi entro circa 6-12 mesi.

Se il dolore e il disagio avuto perdurano di più si parla di lutto complicato.

In questi casi la persona non riesce a portare avanti la sua vita senza la persona amata e resta come bloccata nel dolore, con la mente occupata quasi esclusivamente da ricordi, pensieri e immagini relativi alla persona deceduta. I vissuti di dolore, tristezza, nostalgia, rabbia, senso di colpa non riescono ad essere superati in modo sufficientemente da permettere il recupero della gioia e della capacità di godere della vita.
Si possono sviluppare veri e propri disturbi post traumatici o depressione.

Fasi dell’elaborazione del lutto

Per descrivere il processo dì elaborazione del lutto Kübler Ross ha identificato 5 fasi:

  • Negazione

“Non è possibile, non è vero.”

All’inizio si ha uno stato di shock e si rifiuta la realtà, si tende a negare che la persona sia morta.  Oppure c’è la comprensione razionale ma un distacco emotivo dalla realtà, un’insensibilità.
L’evento è inaccettabile e al momento la sofferenza non è ancora elaborabile.

La negazione può durare da pochi minuti a giorni a volte mesi.

È un forte meccanismo di difesa da un dolore che non è ancora gestibile.

  • Rabbia

Una volta accettato che la perdita c’è stata il dolore si manifesta con la rabbia, verso qualcuno ritenuto colpevole, verso Dio, a volte verso la persona che morendo ci ha abbandonato, a volte contro se stessi con senso di colpa per non aver fatto di più.

  • Patteggiamento

L’individuo “fa i conti” con ciò che manca e ciò che è ancora presente, e fa un bilancio della situazione attuale per cercare di determinare su che cosa può fare affidamento ora che la persona cara non c’è più, e su quali progetti di vita investire; 

Si prova a riprendere il controllo della propria vita concentrandosi su altro, su progetti e scopi nuovi. Si cercano modi per sopravvivere senza la persona cara scomparsa, facendo a volte affidamento su altre figure importanti.

È il momento in cui si cerca di capire cosa si è in grado di fare e in quali situazioni possiamo di nuovo di investire emotivamente. si prova a riprendere il controllo della nostra vita buttandoci su altro, su nuovi progetti e nuove amicizie.

Si fanno i conti con ciò che manca e ciò che è ancora presente, e si fa un bilancio della situazione attuale per cercare di determinare su che cosa può fare affidamento ora che la persona cara non c’è più e su quali progetti di vita investire; questo stadio è una falsa speranza.

In realtà si vorrebbe che la vita ritornasse a quella di prima e riavere indietro la persona persa. Inoltre è la fase del senso di colpa, del pensiero di come si sarebbe potuto evitare quella perdita.

Persiste ancora la speranza che la persona persa possa tornare.

  • Depressione

Si prende consapevolezza della perdita è della propria impotenza e si vive tristezza e dolore in maniera acuta.

Spesso c’è ritiro dalla vita, isolamento, inattività, senso di vuoto.

È una fase difficile, ma è indispensabile per elaborare il lutto.

  • Accettazione

È il momento finale dell’elaborazione: si può tornare a vivere e si abbandona la sensazione di impotenza causata dalla perdita, per cui si acquisisce uno stato emotivo più neutro dove si riesce a guardare al futuro non incolpando altri.
Il dolore è ancora presente e le ricadute possono verificarsi; tuttavia è una fase vissuta in modo meno intenso, la perdita è
qualcosa con cui la persona ha imparato a convivere. È sicuramente un momendo di adattamento e ri-adattamento. Si alternano momenti di serenità e gioia a momenti di tristezza e dolore.

Si arriva quindi alla comprensione che la persona amata non potrà mai essere sostituita, ma ci si muove, si cresce e si evolve nelle nuova realtà

L’ultima fase è l’accettazione della perdita della persona amata, per poter tornare a vivere e a guardare al futuro. Il dolore acuto inizia a ridursi.

Ciò non significa dimenticare la persona cara o non provare più dolore; ma andare avanti nonostante la sofferenza, alternando momenti di gioia a momenti di tristezza.

 

Come facilitare l’elaborazione del lutto

  • Vivi le tue emozioni: riconosci e vivi il dolore e le emozioni che provi, accetta la sofferenza che è inevitabile, non sopprimerlo distraendoti. Anche rabbia, paura, momenti di gioia vanno accettati e non giudicati.
  • Esprimi le emozioni dolorose: piangi, urla, scrivi, trova tu il modo.
  • Parla con chi ti è vicino e condividi il tuo dolore.
  • Mantieni un contatto con la persona scomparsa attraverso i ricordi, andando a trovarlo, mettendo in atto i suoi insegnamenti.
  • Ignora i giudizi o le aspettative degli altri. Magari ti diranno di non piangere, di andare avanti, di non fare questo o quello. Fai quello che senti.
  • Prenditi cura di te stesso. Cura la tua salute con un sonno regolare, con l’alimentazione e l’esercizio fisico.
  • Recupera pian piano ciò che ti piaceva, le attività e gli hobby che amavi.

Cosa può fare lo psicologo?

In alcuni casi la persona non riesce da sola ad elaborare il lutto da sola ed è utile un supporto psicologico.

Stare insieme al paziente e al suo dolore, aiutandolo ad attraversare le fasi di elaborazione del lutto.
L’obiettivo è che la persona possa avere accesso a tutti i ricordi positivi della persona scomparsa recuperando sensazioni di dolcezza e affetto, tenerezza e amore.

Si cerca di fare in modo che la persona si senta autorizzato a vivere la propria vita, recuperando il benessere e la gioia, pur senza dimenticare mai la persona deceduta.

Coloro che amiamo e che abbiamo perduto non sono più dove erano ma sono ovunque noi siamo. (Sant’ Agostino)

Dr. Maria Enrica Parolini

Psicologa clinica 

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