Bambini

Il tuo bambino ha un comportamento che ti preoccupa?
tuo figlio non ti ascolta mai? 
Dorme poco?  
Non socializza con i coetanei? Non vuole andare a scuola? Ha paure immotivate? 
Non sai come fare ad aiutarlo?

Affronta e risolvi il disagio del tuo bambino ora. Chiedi aiuto a uno psicologo.

Il termine età evolutiva fa riferimento alla fascia di età che va dai 3 anni ai 18, dall’infanzia all’adolescenza.

Durante questo cammino avvengono numerosi ed importanti cambiamenti, fisici, comportamentali, affettivi ed emotivi.
Il bambino si trova ad affrontare sfide quotidiane come l’inserimento nella scuola, l’integrazione con i coetanei, l’apprendimento di regole sociali dello stare in gruppo, il cambiamento del proprio corpo che sta crescendo, l’arrivo di un fratellino o di una sorellina, la separazione da mamma e papà, le prestazioni scolastiche.  

Per qualcuno questo può essere faticoso o addirittura fonte di sofferenza: in questi casi il bambino può cominciare a manifestare segni di disagio.

In questa età i bambini spesso non riescono a comunicare il proprio disagio verbalmente e quindi questo si manifesta prevalentemente a livello comportamentale, corporeo ed emotivo.  
È importante riuscire a riconoscere i segnali di disagio nell’infanzia per poter intervenire nel modo più appropriato e tempestivo appena risuonano i primi campanelli di allarme, al fine di prevenire la strutturazione di una patologia o un disturbo più serio.

Problemi psicologici nei bambini

Durante l’infanzia, i disagi che i bambini manifestano possono essere molteplici, alcuni passeggeri, altri invece possono durare nel tempo. 

Non è facile per un genitore valutare la gravità della situazione e i comportamenti di un bambino.

Chiedere l’aiuto di uno psicologo infantile non deve spaventare e quando si percepisce un problema in un bambino è bene intervenire subito e non lasciare che la situazione si aggravi.

La psicologia infantile può aiutare i genitori e capire gli atteggiamenti del bambino e insieme individuare le cause dei comportamenti o dei disturbi.

I disturbi psicologici più frequenti nell’infanzia sono:

  • disturbi dell’apprendimento 
  • disturbi del sonno
  • fobia scolare
  • disturbi del comportamento
  • disturbi di iperattività e deficit di attenzione
  • disturbi del linguaggio 
  • disturbi dell’attaccamento
  • disturbo d’ansia da separazione 
  • disturbo oppositivo
  • enuresi
  • encopresi
  • disturbi d’ansia e dell’umore
  • disturbi del comportamento alimentare

Come lavora lo psicologo infantile

Il lavoro può prevedere colloqui psicologici con la famiglia e i genitori, colloqui psicologici con il bambino, osservazioni della coppia genitore-bambino e somministrazione di testpsicodiagnostici.
Il lavoro con i bambini, proprio per la particolare età dei pazienti, utilizza poi principalmente strumenti che permettono l’emergere di contenuti verbali e non verbali utili al professionista per la comprensione del funzionamento psichico del bambino, ma allo stesso tempo che non siano percepiti come “invasivi”.
Il gioco riveste una grande importanza, solitamente sono presenti nella stanza materiali ludici come bambole, costruzioni, plastilina ed anche giochi strutturati come i giochi da tavolo. Altro importante strumento è il disegno, matite e colori permettono al bambino di utilizzare un linguaggio a lui familiare e attraverso il quale i contenuti emotivi possano emergere con maggiore facilità.
Per i bambini giocare, disegnare, costruire sono infatti degli strumenti comunicativi molto importanti: attraverso l’espressione di sentimenti ed emozioni e una loro migliore gestione.

Il ruolo dei genitori

Bambini, psicologo infantile

Il primo colloquio avviene generalmente con i genitori, o con chi si prende cura del bambino, vengono valutate le motivazioni per le quali è stato contattato il professionista e la reale necessità di un percorso.

Si prosegue poi all’interno di una prima fase di accoglienza e valutazione, incontrando sia i genitori insieme al bambino che il piccolo paziente da solo.

Vengono poi definiti gli obiettivi e condivisi con i genitori.
Lungo il percorso, oltre alle sedute individuali, potranno essere proposti degli incontri con i genitori insieme al bambino o ai soli genitori.
In alcuni casi può essere suggerito a questi ultimi di intraprendere un percorso parallelo a quello del bambino, per far sì che i cambiamenti possano essere rinforzati anche a casa e per il benessere generale di tutti i componenti della famiglia.

“Gli adulti non capiscono mai niente da soli ed è una noia che i bambini siano sempre costretti a spiegar loro le cosa.” Antoine De Saint Exupery

Maria Enrica Parolini 

Psicologa clinica 

Studio

Via Poloni,17 Verona 

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